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Ichi the killer: la Recensione Critica

La Recensione del film
Ichi the killer





Takashi Miike è uno dei registi giapponesi più famosi anche in occidente, e uno dei più discussi. La sua enorme produzione cinematografica e televisiva annovera film diversissimi, molti dei quali assolutamente spregiudicati.
C'è chi lo considera un genio, io sono tra questi.

Per capirci subito: il titolo del film, Koroshiya 1, dopo la prima sequenza, emerge da una goccia di sperma. Credo che questo ci faccia subito capire con che razza di mostro abbiamo a che fare.

Ichi (l'allucinante Nao Omori) è un ragazzo super-timido e iper-complessato, che si porta dietro un trauma dall'infanzia, in qualche modo una sorta di Forrest Gump (quello del libro di Goom, non quello del paccoso film) in versione omicida. Ma è difficile paragonarlo a altri personaggi letterari. È un concentrato di giganteschi complessi sessuali, di violenza compressa, di rabbia, di assurdità varie, che a tratti - dietro sapiente manovra di chi tira i suoi fili - esplode causando danni collaterali incalcolabili.

Prima di esplodere, tanto per capirci, Ichi piange. Poi ammazza, poi piange un po', rotolandosi al suolo, poi ammazza ancora un po', magari urlando e compiendo mosse incredibili. La sua morale è punire i "bulli", ma questa morale è guidata fondamentalmente dal caos che traballa nel suo cervello.

Kakihara non è da meno, prende subito il posto del boss ucciso, prende la sua donna (la splendida e sexy Paulyn Sun, che parla un po' in giapponese e un po' in inglese per darsi un tono), e si mette alla ricerca del nemico ignoto facendo spiego di un sadismo "artistico" e di una tranquillità davvero serafica di fronte al dolore e alla tortura.

Il film è girato con maestria eccezionale, le immagini sono sempre vivide, taglienti, esteticamente curate in ogni dettaglio. Ichi the killer è un lavoro talmente particolare che non si sa mai dove collocarlo, l'ho visto catalogato tra gli horror, tra gli action, tra i comici, tra le commedie, tra i noir, e altro ancora.
In effetti, e questo è un grande merito, Ichi the killer non ha un genere. Lui è Ichi e basta, e ammazza un sacco.


Recensione originale apparsa sul forum della casa editrice XII.






Recensione scritta da Daniele Bonfanti
e inserita il 08/05/2008






Ichi the killer




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